
La parola dolore si “riferisce ad una infinita varietà di qualità, catalogate in un’unica espressione linguistica e non ad un’unica sensazione specifica che varia solo di intensità. Ogni dolore ha qualità uniche” queste sono le parole di Melzack e Torgerson che nel 1971 studiando il dolore hanno individuato ben 92 espressioni diverse usate per descriverlo.
Il dolore è un concetto complesso, che racchiude in sé una pluralità di esperienze e per questo è difficile una sua precisa definizione. La nocicezione è quel processo fisiologico attraverso il quale lo stimolo nocivo (calore, puntura, infiammazione) attiva i recettori periferici che trasmettono l’informazione al cervello, che riconosce la percezione come potenzialmente dannosa.
Il dolore invece è un’esperienza sensoriale ed emozionale spiacevole associate a danno tissutale in atto o potenziale, o descritta in termini di danno. (L’International Association for the Study of Pain, IASP, 1979). Esso è quindi sempre soggettivo, risultato di un’elaborazione, spesso non cosciente, di tutta la persona: nel dolore fisico, la mente e il corpo si influenzano reciprocamente. Il dolore del corpo è un’esperienza influenzata dalla personalità dell’individuo, dalla sua storia passata, dai suoi aspetti emozionali, dal contesto culturale in cui vive e dal significato che si dà alla situazione.
Il dolore cronico rappresenta una tra le manifestazioni più importanti di una malattia, è quello che tende a minare maggiormente la qualità di vita. Una sua gestione errata o del tutto assente crea conseguenze fisiche (inattività, insonnia), psicologiche (umore basso, ansia, pessimismo) e sociali (isolamento, conflitti) molto importanti.
Le principali disfunzioni algiche e malattie che comportano dolore cronico, sono:
- Cefalea
- Emicrania
- Disturbo temporomandibolare
- Lombalgia
- Dolore oncologico
- Malattie reumatiche: fibromialgia, artrite reumatoide
- Endometriosi
- Nevriti periferiche
INTERVENTO PSICOLOGICO
Il dolore ha un forte impatto su tutta la vita del paziente e sulle sue relazioni con gli altri. Qualunque sia la causa, il dolore cronico è mantenuto ed aggravato da una varietà di fattori correlati all’apprendimento di nuove abitudini, dal contesto familiare, da fattori psicologici. Modificando tali fattori è possibile ottenere un effetto significativo sulla qualità ed intensità del dolore esperito dalla persona.
Il sostegno psicologico aiuta la persona a migliorare la propria qualità di vita, prendendo in considerazione difficoltà inerenti alla sua attività lavorativa, alla sfera relazionale, alle attività sociali, alla cura di sé, a problemi legati all’alimentazione, al sonno e alla vita affettiva e sessuale.