Sindrome del colon irritabile

La Sindrome del Colon Irritabile (o Irritable Bowel SYndrome-IBS in inglese) è un comune disturbo gastrointestinale di natura funzionale, cioè che non dipende da alcuna patologia lesionale conosciuta.

I criteri di Roma, utilizzati per porre diagnosi di sindrome dell'intestino irritabile, richiedono la presenza di dolore addominale o fastidio per almeno 3 giorni/mese negli ultimi 3 mesi associato ad almeno 2 dei seguenti:

  • Dolore o disagio addominale, alleviato con la defecazione
  • Cambiamento nella frequenza delle evacuazioni
  • Cambiamento nella consistenza delle feci

Altri sintomi somatici presenti sono:

  • mal di testa
  • letargia
  • frequenza ad urinare
  • mal di schiena
  • produzione di muco
  • rigonfiamento o sensazione di rigonfiamento addominale
  • flatulenza
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Una corretta diagnosi di IBS deve essere fatta dal personale medico, con appropriate indagini mediche (gastroscopia, colonscopia, esami ematici, delle urine e delle feci, esami allergologici e delle intolleranze alimentari). In particolare è necessaria una diagnosi differenziale da condizioni con sintomatologia simile quali malattie infiammatorie croniche intestinali (malattia di Crohn e la rettocolite ulcerosa) ed altre condizioni come la diverticolite, intolleranza al lattosio e glutine.

L’IBS è un disturbo molto diffuso, molto di più di quanto se ne parli, sottovalutato e poco curato. A livello globale la prevalenza varia da 7-21% mentre in Italia ne soffre il 10-20% della popolazione, con una prevalenza da 2 a 3 volte maggiore tra le donne.

A soffrirne di più sono quelle persone che lavorano nel mondo manageriale, industriale, accademico, imprenditoriale, finanziario, quindi in contesti molto stressanti e competitivi, dove le persone sono impegnate a far carriera ed obbligate a raggiungere risultati molto elevati.

Le cause?

La causa esatta del disturbo non è conosciuta. Un modello psicofisiologico sembra essere quello più accurato con molteplici fattori che possono contribuire allo sviluppo dei sintomi. Possibili fattori:

  • Alterata motilità gastrointestinale del colon, con movimenti peristaltici troppo veloci o troppo lenti.
  • Ipersensibilità viscerale, alterata percezione del dolore che andrebbe ad influenzare la risposta intestinale.
  • Risposte infiammatorie disfunzionali del sistema immunitario a diversi fattori come infezioni batteriche/virali, stress.
  • Fattori alimentari, alcuni alimenti sono considerati non tanto come causa dell’IBS ma come capaci di aggravare i sintomi.
  • Stress, principale fattore di rischio. La risposta fisiologica da stress comporta infatti un blocco della digestione a favore di un’attivazione di muscoli ed organi necessari alla risposta da stress di attacco-fuga. Può intervenire sia stress dato da comorbidità con disturbi d’ansia, depressione e somatizzazione, sia stress legato alla routine quotidiana, al lavoro, a stili di vita non salutari.
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INTERVENTO PSICOLOGICO

Le ricerche scientifiche sottolineano la necessità di affiancare al trattamento medico e nutrizionale anche un sostegno psicologico per ottenere: la riduzione dell’intensità e della frequenza dei sintomi sia psicologici sia fisiologici, la riduzione dei dolori addominali attraverso tecniche di rilassamento e biofeeback vagale , il miglioramento della qualità della vita, una migliore gestione dello stress e dello stato d’ansia e di depressione.

Chi soffre di IBS è spesso convinto che la sindrome del colon irritabile abbia solo cause organiche e per questo si rivolgono soprattutto al gastroenterologo piuttosto che ad uno psicologo. Invece i fattori psicologi sono spesso preponderanti ed in grado di mantenere ed aggravare il disturbo. Vivere con un disturbo invalidante, che condiziona fortemente il proprio stile di vita, le proprie relazione ed il proprio lavoro, è molto difficile e necessita di tutto il supporto possibile per poterlo affrontare a 360°.