La depressione è una disturbo del tono dell’umore molto diffuso. Ha una prevalenza mondiale dal 5% al 25%, in Italia del 5,2%. Significa che se viaggi in tram e questo è pieno, ci sono vicino a te almeno due persone che soffrono, hanno sofferto o soffriranno di questo disturbo.
Il tono dell’umore è inteso come lo stato emozionale interno di un individuo, quel insieme di disposizioni affettive che accompagnano l’attività mentale. Questo stato è dinamico e permette l’adattamento agli stimoli interni psicologici ed esterni: il tono è alto quando siamo in condizioni piacevoli, va verso il basso quando viviamo situazioni sgradevoli. Si può parlare di depressione quando il tono dell’umore perde il suo naturale carattere di flessibilità, cioè quando è sempre basso e non viene influenzato più dai fattori esterni favorevoli, provocando disagio e interferendo con le normali attività della persona.

Chi soffre di depressione sperimenta angoscia persistente, perdita di interesse nelle attività che normalmente danno piacere e difficoltà nello svolgimento anche delle più semplici azioni quotidiane. Caratteristica della depressione è la tendenza a valutare ogni situazione in maniera negativa e pessimistica un po’ come l’avere sempre degli occhiali scuri che distorcono la realtà sempre in modo negativo. Questo disturbo compromette il modo in cui una persona ragiona, pensa e raffigura se stessa, gli altri e il mondo esterno.
La depressione è un disturbo multifattoriale, che non dipende da un'unica causa ma da vari fattori che interagiscono tra loro creando delle vulnerabilità individuali:
Fattori genetici: parenti di primo grado di una persona con disturbo depressivo maggiore hanno un rischio 2-3 volte maggiore di avere nella loro vita un disturbo depressivo.
Fattori biologici: comprovata alterazione nella funzione dei sistemi monoaminergici (noradrenalina (NA), serotonina (5HT) dopamina), che sono deputate al controllo della modulazione dell’umore, regolazione dell’affettività, regolazione del sonno e dell’appetito, motivazione.
Fattori psicosociali: gli episodi depressivi possono essere preceduti e favoriti da eventi e situazioni stressanti che richiedono un adattamento, e che vengono vissuti dalla persona come insuperabili difficoltà o gravi ed irrecuperabili perdite. Ad esempio malattie fisiche (perdita della salute), licenziamenti o fallimenti lavorativi, separazioni coniugali, essere vittime di un reato o di un abuso anche in età infantile, lutto, bocciature a scuola, cambiamenti di città.
Tali eventi non causano di per sé la depressione ma vi danno origine o l’aggravano se la persona manca di abilità per affrontarli efficacemente e crede di non poterli controllare e fronteggiare in alcun modo, alimentando sentimenti di inferiorità rispetto agli altri e chiusura in sé stessi.
La depressione, o un tono dell’umore alterato, si manifesta diversamente da persona a persona, ma in generale le sue caratteristiche sono:
- Sintomi somatici (perdita di energie, senso di fatica, agitazione motoria e nervosismo, perdita o aumento di peso, disturbi del sonno, mancanza di desiderio sessuale, dolori fisici, senso di nausea).
- Sintomi emotivi (tristezza, angoscia, disperazione, perdita di interesse per qualsiasi attività, irritabilità e ansia).
- Sintomi comportamentali (riduzione delle attività quotidiane, evitamento delle persone e isolamento sociale, comportamenti passivi, riduzione dell’attività sessuale, tentativi di suicidio).
- Sintomi cognitivi (incapacità decisionale, disturbi della concentrazione e della memoria, ruminazione, pensieri negativi su di sé, sul mondo e sul futuro, idee di colpa, indegnità, autosvalutazione, autocommiserazione).
