I disturbi del sonno incidono molto sulla qualità di vita della persona, non permettendo il recupero delle energie fisiche e mentali.
Il disturbo del sonno maggiormente diffuso è l’insonnia: si stima che circa un terzo della popolazione nei paesi industrializzati abbia presentato, almeno una volta nella vita, un disturbo del sonno e tra questi il 10% ha avuto problemi di insonnia. Questa può presentarsi in concomitanza con altri disturbi di tipo medico come malattie reumatiche, le ulcere gastriche, la menopausa (insonnia secondaria), oppure essere associata a problemi quali eccessive preoccupazioni e ansia rispetto al proprio sonno, stress, depressione (insonnia primaria).

L’insonnia può presentarsi in seguito ad eventi stressanti (problemi familiari o lavorativi) ed essere presente per un periodo di tempo breve e circoscritto. Quando perdura oltre i 6 mesi anche in assenza dei fattori che ne hanno causato l’insorgenza, si parla di insonnia cronica o psicofisiologica. Solitamente l’insonnia situazionale diviene cronica perché le preoccupazioni legate al non riuscire a dormire e le nuovi abitudini apprese per la mancanza di sonno, mantengono la persona in uno stato di attivazione psicofisiologica che impedisce un sonno ristoratore.
Chi soffre d’insonnia generalmente lamenta difficoltà ad addormentarsi, numerosi o prolungati risvegli notturni o risvegli molto precoci al mattino, oppure un generale sonno non riposante. Di giorno sono spesso presenti fatica, malessere, difficoltà di concentrazione o memoria, tono dell’umore basso. La sonnolenza diurna può comportare conseguenze negative per la persona come ad esempio causare incidenti, malumori, difficoltà sul lavoro e nel gestire le relazioni personali e affettive.
INTERVENTO PSICOLOGICO
L’intervento psicologico d’elezione per l’insonnia è il CBT-I (Cognitive Behavioral Therapy for Insomnia) un trattamento che ha come obiettivo primario quello di migliorare la qualità e quantità del sonno ed i sintomi diurni correlati al disturbo (scarsa attenzione e memoria, difficoltà di concentrazione, ecc…).
Il protocollo CBT-I è generalmente organizzato in otto moduli, ognuno dei quali prevede tecniche cognitivo-comportamentali orientate ad obiettivi specifici. I principali sono
- Identificare i comportamenti e i pensieri disadattavi che mantengono l’insonnia.
- Eliminare l’associazione tra lo “sforzo” di dormire e aumentato arousal, riducendo al minimo la quantità di tempo trascorso a letto sveglio e contemporaneamente promuovendo l’associazione tra il letto e rilassamento.
- Insegnare tecniche di rilassamento che diminuiscano l’attivazione e l’ansia rispetto al sonno.
- Ristabilire un ritmo sonno/veglia regolare ed un ambiente favorevole al sonno.
RIFERIMENTI SCIENTIFICI
Perlis M, Jungquist C, Smith MT, Posner D. The Cognitive Behavioral Treatment of Insomnia: A Treatment Manual. Springer Verlag, 2005.
Coradeschi, D., Devoto, A.. Insonnia.Trento: Centro Studi Erickson, 2012.