Nei disturbi cardiovascolari vi sono diversi fattori che incidono e che contribuiscono al loro sviluppo, alcuni non modificabili come età, sesso maschile, familiarità ed altri invece modificabili come l’abitudine al fumo, il diabete, il colesterolo alto. Se si agisce sui fattori di rischio modificabili la malattia cardiovascolare (infarto, ictus) è prevenibile, come anche possibile evitare l’aggravamento di malattie già diagnosticate.
Un esempio di disturbo cardiovascolare è l’ipertensione, condizione patologica molto diffusa ma da non sottovalutare poiché può favorire danni ad arterie provocando a sua volta ictus, infarto, insufficienza renale o cardiomiopatie.

INTERVENTO PSICOLOGICO
Le emozioni ed i pensieri che più frequentemente accompagnano una malattia cardiovascolare sono la depressione con sentimenti di sconforto e pessimismo, facilità al pianto, perdita dell’appetito, perdita dell’interesse. Questo stato di umore basso può spesso essere trascurato perché attribuito unicamente allo stato di malattia quando in realtà potrebbe appunto essere il primo segnale di una depressione.
Spesso si sperimenta ansia sotto forma di paura che si verifichi un altro infarto, irrequietezza e tensione costanti, accompagnate da disturbi del sonno e dalla tendenza a richiedere assicurazioni. Un’altra emozione sperimentata è la rabbia, che segue pensieri di ingiustizia ed incapacità di accettare la nuova situazione.
Tutti questi sentimenti sono assolutamente normali, soprattutto in una fase acuta di malattia. Questi però non devono diventare dannosi per la propria salute ed è importante che vengano riconosciuti ed elaborati per viverli in maniera adeguata e per periodi di tempo limitati.
Un fattore molto importante nell’insorgenza di disturbi cardiovascolari è lo stress percepito dalla persona e la sua capacità di fronteggiarlo. Stati più o meno duratori di stress comportano una massiccia e continua attivazione del sistema fisiologico cardiovascolare. Un aiuto importante risulta essere la gestione dello stress attraverso tecniche di problem solving e tecniche di rilassamento.
I training di biofeedback si focalizzano sull’attività vagale, attraverso tecniche di respiro, con l’obiettivo di un miglioramento della salute del cuore e conseguentemente di tutto il sistema cardiocircolatorio, agendo sull’equilibrio del sistema nervoso.